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RIFORMA AUGUSTEA

 

 

 

Nel 23 a.C. dopo le oscillazioni di peso e di titolo subite dalle monete nell'ultimo secolo della Repubblica e il disordine monetario originato dalle guerre civili, l'Imperatore Augusto avviò un'importante riforma con cui arrivò alla creazione di un sistema duraturo e regolare di monete coniate nei quattro metalli (oro, argento, oricalco, rame), legate tra loro da rapporti fissi di valore, L'aureo veniva ora battuto regolarmente col valore di 25 denari pari a 100 sesterzi di oricalco oppure 400 assi di rame. Il denario d'altra parte corrispondeva a 4 sesterzi o 16 assi, ma si coniava anche il suo divisionale in argento, il quinario, che corrispondeva  a 2 sesterzi o 8 assi. Vennero definite infine le emissioni in bronzo con l'introduzione dell'asse e del quadrante e aggiunti due nuovi nominali in oricalco, il sesterzio col valore di 4 assi, e il dupondio di soli 2 assi.