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LE PRIME FORME MONETALI ROMANE

 

 

 

Le prime forme a peso adottate da Roma furono costruite dalla serie dell'aes rude, cioè frammenti di bronzo in pani o verghe, sostituita  poi dall'aes signatum, sui quali erano impressi dei segni di distintivi. A partire dalla seconda metà del IV sec. a.C. venne introdotto l'aes grave che, a causa delle notevoli dimensioni e del peso, era fuso in formelle. Il sistema si basava sull'asse, nominale più alto, del peso teorico iniziale di una libbra di metallo (327,45 g), divisa in multipli e sottomultipli. L'esigenza di possedere una moneta di scambio, ben accettata nei commerci con l'Italia meridionale (Magna Grecia), indusse Roma ad emettere tra la fine del IV sec.a.C. e gli inizi del III sec.a.C., i primi pezzi in argento noti come didramme romano-campane, una delle prime monete internazionali.